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    Business words(2): il valore dei soldi di domani

    January 15th, 2007 by Enri

    Uno dei miei obiettivi del 2007 è migliorare la mia preparazione per quanto riguarda le mie nozioni di economia e finanza, applicate soprattutto all’informatica. Per fare questo ho cominciato a leggere un testo che mi è subito parso stimolante: Software by Numbers: Low-Risk, High-Return Development di Mark Denne.

    Di seguito la prima cosa che ho imparato:

    Present Value of Future Money (PV):

    Fornisce un’indicazione del valore attuale di un incasso futuro, assunto come certo. In altre parole, se ad esempio abbiamo la certezza (=nessun rischio) che tra 2 anni avremo un incasso di 2000 euro, e che tra 5 anni avremo un incasso di 5000 euro, possiamo confrontare questi incassi attualizzandoli con questa formula, assumendo un tasso di interesse “svalutativo” del 5%:

    PV = 2000 / (1 + 5/100)^2 = 1814 Euro

    PV = 5000 / (1 + 5/100)^5 = 3918 Euro

    Questo significa che in questo caso è più conveniente attendere cinque anni per 5000 euro, invece che due anni per 2000 euro.

    Portando questo esempio in campo informatico, su due ipotetici progetti, il Present Value of Future Money ci suggerisce (a parità delle altre condizioni) di preferire da un punto di vista finanziario il secondo progetto al primo.

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    Zucchero sintattico: l’abito fa il monaco?

    January 5th, 2007 by Enri

    “[…] a good programmer in these times does not just write
    programs. […] a good programmer does language design,
    though not from scratch, but building on the frame of a base
    language.”
    — Guy Steele Jr.

    Dopo più di un mese di latitanza dal blog e più di 8 post in draft, inizio l’anno senza troppi fronzoli con una citazione che condivido in pieno.

    Lo spunto nasce dal rilascio di una libreria che reputo molto utile per scrivere non solo test, ma anche codice di produzione in modo più chiaro, soprattutto per validazioni o Specification. La libreria si chiama Hamcrest e permette di definire vincoli e regole di match in modo dichiarativo. Non si tratta solo di zucchero sintattico, ma di codice (di test) più chiaro e che invita a pensare alle specifiche, permettendo di creare in modo semplice un proprio DSL per i test del nostro dominio, riutilizzabile anche nel codice di produzione.
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