September 26th, 2006 by
Enri
[iterazione 2 (27/9)]
Come già il buon FRANK ha notato, ultimamente il blog ha subito mutazioni di look giornaliere e da far girare la testa…
Tutto nasce dal post sul TDD e gli Unit Test che con il tema vecchio di wordpress, veniva visualizzato in modo poco chiaro. Da lì è cominciata la ricerca del tema, che per ostinazione somigliava più a quella del Santo Graal che ad un semplice cambio di look del sito. Sono infatti caduto nel problema del “Best is the enemy of Good“(TM), cambiando di giorno in giorno il tema senza mai esserne soddisfatto, al punto che il mio amico Simone è arrivato a dirmi “l’agile enri disagilizzato da un tema!”… Di seguito la mia breve autodifesa: Read the rest of this entry »
Posted in Agile, chaos, holacracy |
12 Comments »
September 26th, 2006 by
simone
vi porto un’altra esperienza (fin troppo)concreta.
è appena successa e non è - in effetti - niente di nuovo; però bisognerebbe ogni tanto sentirne una perchè ritengo che faccia bene
(un po’ per riderci sopra e un po’ per non abbassare la guardia).
ovviamente non posso svelare i “segreti” aspetti del business, cercherò comunque di rendere l’idea…
comincia così:
“c’era una volta una ditta nella quale si seguivano tanti bei principi agili…
però qualcuno tramava nelle tenebre…”
Infatti alcune “operazioni di business una-tantum” (a volte anche due-tantum
) venivano svolte in modo “selvaggio“. Read the rest of this entry »
Posted in Management, Quality, Diario di bordo, Simone |
4 Comments »
September 20th, 2006 by
Enri
Rendere possibile un design incrementale è sicuramente uno dei maggiori benefici dei test di unità scritti alla TDD. Infatti un design incrementale passa da un continuo refactoring del codice ed è proprio qui che i test ci vengono in soccorso, fornendoci il coraggio ed il feedback necessario per migliorare costantemente il codice.
Un’applicazione con un alto indice di copertura arriva tipicamente ad avere almeno un ratio di 1:2 tra test statements e code statements. Questo significa aver scritto un client della nostra applicazione che come tutti i client risentirà in modo più o meno pesante delle modifiche del server. E’ chiaro quindi che se non si prestano le dovute attenzioni alla struttura delle API come dei test stessi, i test potrebbero diventare il boomerang del refactoring, trasformandosi in una zavorra al cambiamento invece che incoraggiarlo ed esserne a supporto.
Read the rest of this entry »
Posted in Quality, Test Driven Development (TDD) |
5 Comments »
September 17th, 2006 by
Enri
L’impedance mismatch tra il paradigma relazionale ed il paradigma ad oggetti è sicuramente uno dei temi più trattati e sentiti da parecchi anni. Per affrontare questo problema sono nati ormai più di dieci anni fa i primi database ad oggetti mai decollati, e sono nati framework che più o meno semplicemente, con maggiore o minore ambizione hanno cercato di gettare un ponte tra i due mondi. Le soluzioni di maggior seguito sono comunque tutte orientate ad implementazioni ad oggetti (da JDBC ad Hibernate, ad EJB) che rendano in qualche misura trasparente il mondo relazionale. E’ innegabile per chiunque che per quanto si cerchi di nasconderlo sotto il tappeto, il mondo relazionale salterà fuori tra gli oggetti quando meno ce lo aspettiamo, anche (o forse soprattutto) con i framework più ambiziosi.
D’altro canto ed ortogonalmente, un pattern nato nel mondo Smalltalk negli anni ottanta (l’MVC), è diventato la soluzione più utilizzata per la costruzione di applicazioni Web.
Quando si adottano le soluzioni più spinte nei due campi, ci si imbatte con maggiore forza nel problema del mismatch.
Read the rest of this entry »
Posted in chaos, hibernate |
No Comments »
September 13th, 2006 by
simone
Stavo leggendo i commenti ad un post di Enri riguardo al pomodoro quando la seguente frase di Paolo Dona mi ha fatto riflettere:
“Per mia esperienza posso dire che mi ci vogliono dai 30 ai 45 minuti per entrare nel ‘flow’ produttivo, quindi gli intervalli da 25 minuti non so se mi bastano.”
La mia prima reazione è stata: “Ovvio che non riesci a entrare nel ‘flow produttivo’, è uno dei motivi che ci spinge a usare il pomodoro!“.
Però - vista così - la frase sembrerebbe essere controproducente; si vuole forse evitare di essere produttivi?
Sicuramente no, in effetti però dubito seriamente di quel “flow produttivo” che non si può interrompere (alias “flow-non-disturbarmi-altrimenti-perdo-tutto”).
Read the rest of this entry »
Posted in Quality, pomodoro, Simone |
6 Comments »
September 11th, 2006 by
Enri
Avete già letto su questo blog i suoi commenti, e chi è iscritto alla lista xp-it o a milano-xpug, forse lo conoscerà anche di persona. Sto parlando di Simone Genini, che mi ha chiesto di poter scrivere su questo spazio affianco ai miei post. Chiaramente ho accettato di buon grado, sia per la sincera stima che nutro nei suoi confronti, e sia perché mi piace l’idea che questo blog possa diventare un luogo dove più tastiere raccontano le proprie esperienze o le proprie considerazioni sui temi extreme-programming, qualità, test eccetera.
Read the rest of this entry »
Posted in General |
No Comments »
September 7th, 2006 by
Enri
Negli ultimi giorni ho rispolverato le mie conoscenze di PL/SQL, per scrivere dei banali web-service LOW REST invocati da un Interactive Voice Responder, che sfruttano alcune succose funzionalità offerte da Oracle DBMS 10g. Sono tra quelli che credono che 9 volte su 10 non sia cosa buona e giusta scrivere della logica di business nel database, ma in questa situazione ho i miei buoni motivi per farlo (e magari ve ne parlo in un altro post).
Ma veniamo all’argomento del post. Come potete vedere dal logo qui a destra, sono test driven, e quando vi prende il virus, non guarite più
. Ho quindi deciso di programmare a la TDD anche in PL/SQL, anche per la ruggine che si è posata sulla mia memoria.
Read the rest of this entry »
Posted in Test Driven Development (TDD), Diario di bordo |
6 Comments »
September 1st, 2006 by
Enri
Ormai sono rientrato a lavorare da due settimane e (purtroppo) sto lavorando da solo. Solitamente il ritorno dalle vacanze e la mancanza di un compagno portano a poca concentrazione e soprattutto a vagare con la mente su vari task, arrivando spesso a fine giornata con la sensazione di aver “sprecato un giorno”. Questi aspetti uniti al desiderio di tracciare in modo più preciso il tempo speso sulle storie e ad un metodo sistematico per migliorare le stime mi hanno portato alla prima esperienza con la pratica del Pomodoro ideata da Francesco Cirillo. Read the rest of this entry »
Posted in Extreme Programming, Diario di bordo, Metrics, Tracking, pomodoro |
17 Comments »